Altopiano dell’Alfina

NATURA

Castel Giorgio /

Altopiano dell’Alfina

Un luogo del cuore Fai

Da sempre apprezzato per il clima fresco e “l’aria fina”, come sostengono gli abitanti del posto, l’altopiano dell’Alfina venne utilizzato al principio come campo per atterraggi di fortuna. Nel 1936 l’aeronautica, apprezzando il paesaggio e la collocazione, decise di costruire sull’Altopiano dell’Alfina un aeroporto. All’epoca vennero realizzate dall’ingegner Pierluigi Nervi delle aviorimesse realizzate con tecniche ed un design davvero all’avanguardia, inoltre in loco venne creata anche una scuola di aviazione.

L’ aeroporto aveva acquisito una notevole importanza, così durante il secondo conflitto mondiale divenne un obiettivo per l’aviazione nemica e venne bombardato. Per questo le strutture originali vennero distrutte ed oggi, nell’area che ospita un campo di volo per avioturismo, restano visibili soltanto: il caseggiato dell’autoreparto, il serbatoio dell’ acqua e nove tronconi dei pilastri posteriori di una delle originali aviorimesse.

L’altopiano dell’Alfina è un altopiano vulcanico che comprende i territori dei comuni di Acquapendente, Bolsena, San Lorenzo Nuovo e Proceno nella regione Lazio; Orvieto, Castel Viscardo, Castel Giorgio, Porano nella regione Umbria. Con le sue nere rocce basaltiche, nate dal primordiale vulcano, l’altopiano raccoglie e nutre d’acqua potabile il lago di Bolsena, privo di immissari superficiali, e i comuni ‘intorno. 

Ampie distese di campi e boschi quasi immutati nel corso dei secoli si estendono per migliaia di ettari ad una quota di circa 600 metri per poi immettersi in una valle profonda e verde, la valle di Benano, ed inerpicarsi ancora nelle rocche tufacee di Orvieto, Rocca Ripesena, Porano. 

Il castello di Torre Alfina troneggia a nord ovest, abbracciando a 360 gradi la vista del Monte Amiata, del Monte Cetona, del Monte Arale, del Monte Peglia e più lontane, ma ancora visibili, le prime creste dell’Appennino e dei Cimini. A Sud Est dell’altopiano il castello di San Quirico incornicia in lontananza, tra le sue mura ed il verde di prati e boschi, Orvieto, la sua cattedrale le sue case medioevali. Sulla distesa verde dell’altopiano, intervallata da prati e boschi, si trovano vecchi casali in pietra, testimonianza architettonica tangibile di un recente passato rurale rimasto quasi immutato. L’altopiano si estende fin sul ciglio della riserva naturale del Monte Rufeno, dove dimorano animali come lupi, caprioli, cinghiali e lepri. 

Dal 2014 è uno dei Luoghi del cuore del Fai.