Paesaggi variopinti

ITINERARI

Paesaggi variopinti

Dall’altopiano vulcanico alle colline argillose, tra valli boscose

Percorso ad anello di 49,4 km che parte e arriva al parcheggio delle FFSS di Orvieto Scalo, aggirando Sferracavallo, attraversando poi la Valle del Romealla sino al pianoro dell’Afina, quindi quella del Paglia sotto Castel Viscardo ed infine sulle colline argillose ove passava la Cassia antica.

Si parte dal grande piazzale delle FFSS (Piazzale della Pace) ad Orvieto Scalo (quota m 116) percorrendo a sinistra la Strada Direttissima; si oltrepassa la linea che vieta il transito agi automezzi dei non residenti e si sottopassano la ferrovia Direttissima e la A1 più volte pedalando verso nord-ovest di fianco alle due grandi arterie viarie. Si piega verso sud oltrepassando anche la ferrovia lenta e ci si immette solo per un breve tratto sulla Strada Provinciale della Patarina (km 3,1) per poi continuare nel percorso di aggiramento della trafficata frazione di Sferracavallo.
Ci si immette sulla Strada Provinciale per Allerona (4,9), percorrendola sino al bivio per Bardano (km 5,9); si prosegue per poco più di 100 m e si gira di nuovo a sinistra in direzione della località Cioccoleta, che deve probabilmente il suo nome alla presenza diffusa di ciottoli nelle zone alluvionali del sottostante torrente Romealla.
Si affronta una lieve salita sino a quota 223 dopo aver oltrepassato un’azienda agrituristica, per poi scendere sino al guado sul Romealla (km 8,5 quota m 184). Subito dopo si attraversa la S.P. per Castel Viscardo, imboccando la strada comunale del Lapone. La si percorrerà sino ad nuovo guado (km 13,3 quota m 280), dopo aver attraversato pascoli, pregiati vigneti e boschi che caratterizzano l’intera valle del Romealla. Si prosegue sulla strada principale che abbandoneremo piegando a destra in direzione di Benano (km 17,1 quota m 507), graziosa e minuscola frazione di Orvieto posta proprio in cima alla testa della valle. Da qui si raggiunge, dopo una breve salita all’interno di una fascia boscata, l’altipiano dell’Alfina, già sede di un aeroporto militare durante il secondo conflitto mondiale e noto anche per le innovative costruzioni in cemento armato di Nervi, di cui oggi rimangono solo alcune rovine. Il pianoro di origine vulcanica, attestato sulla quota media di m 550 circa, è prevalentemente utilizzato come pascoli e seminativi. Lo si percorre sino ad intercettare la S.P. che conduce da Castel Viscardo a Castel Giorgio, nei pressi di una articolata rotatoria (km 20), da dove è anche possibile percorrere una variante che transita per Castel Viscardo e Monterubiaglio (vedi “Variante per Castel Viscardo”), indicata per coloro che intendono abbreviare l’escursione. Dopo poche decine di metri si imbocca a destra una strada poderale che ci conduce dritti alle porte di una cava di basalto; questa dovrà essere aggirata in senso antiorario, giungendo così ad una strada/pista piuttosto sconnessa ed impegnativa che sconfina in territorio laziale, attraverso l’ampio versante boscato in destra idraulica del fiume Paglia, per poi rientrare in Umbria in prossimità del Pod. S. Rufino (km 25 quota 305), dopo aver lambito la zona della necropoli delle Caldane; qui vi si può accedere con percorso di andata e ritorno su breve pista (km 24,1 quota 432). Quello della necropoli è un luogo di particolare interesse accresciuto dalla presenza di un bosco, sul versante che sale verso il capoluogo, con una faggeta depressa (si tratta di formazioni forestali al di fuori della loro area ottimale e testimonianza delle glaciazioni che hanno interessato il continente europeo).
Da S. Rufino si continua a scendere avvicinandosi al Paglia, ma senza mai raggiungerlo; poi la strada bianca riprende a salire, tra campi coltivati e boschi cedui di cerro e roverella, sino ad immettersi sulla S.P 45 ad ovest di Monterubiaglio (km 29,2 m 347), importante frazione di Castel Viscardo, che viene attraversata ricollegandosi alla variante di Castel Viscardo. Il percorso a questo punto piega decisamente verso est, su strada comunale piuttosto stretta e ripida, sino ad immettersi sulla S.P. 45 (km 316 m 180) e, da lì a poco, devia sulla sinistra in direzione di Allerona, attraversando il ponte sul Paglia.
Si prosegue in direzione di Pianlungo, frazione di Castel Viscardo adiacente ad Allerona Scalo, abbandonando la strada principale e girando a destra subito dopo aver sottopassato il viadotto della Direttissima per evitare di entrare nel centro abitato. Si attraversano aree ortive e, soprattutto, vigneti di pianura sino a sottopassare la ferrovia lenta e, poco dopo, a oltrepassare la A1 per poi per immettersi, dopo una breve salita, sulla strada comunale della Scarpetta nei pressi del pod. Osteria (km 36,1 m 248). Abbiamo guadagnato la Cassia antica sul crinale delle colline argillose, i cui versanti caldi sono coltivati con vigneti specializzati di pregio che caratterizzano il paesaggio. La strada poi raggiunge terreni pianeggianti in loc. Scarpetta e prosegue ai piedi dei versanti collinari da un lato e, dall’altro, a monte della pianura alluvionale, coltivata anche questa con vigneti, sulla sinistra del Paglia. Piega poi a sinistra, in ripida anche se breve salita, per scavallare il Poggio di Scaramuccia e scendere tra i boschi sino ad immettersi sulla SS 71 (km 42,6 m 148). Di qui si viaggia sulla statale sino a Ciconia, attraversando il polo scolastico, quindi la passerella pedonale sul Paglia giungendo all’arrivo posto nel parcheggio di Piazza della Pace dopo 49,6 km.

L’aeroporto di Nervi (Flavio Torello Baracchini)
Nel 1930 il Comune di Orvieto e la Regia Aeronautica firmarono una convenzione in base alla quale il Comune si impegnava a realizzare una caserma per avieri ed il Governo a riempirla con i militari. A completamento di siffatta operazione, fu deciso di realizzare un aeroporto su un’area particolarmente vocata quale l’altopiano dell’Alfina. Ciò comportò la modifica dei confini amministrativi del territorio interessato che transitò dal Comune di Castel Giorgio a quello di Orvieto. Il progetto delle aviorimesse fu affidato a Pier Luigi Nervi, le cui volte nervate a struttura geodetica, di cui rimangono solo foto d’epoca, costituiscono un esempio di grande rilievo nel panorama ingegneristico e architettonico a livello internazionale.

“Variante di Castel Viscardo” (il tratto in variante misura km 4,9):
Giunti al km 20 in prossimità della
rotatoria sulla S.P. 45, si può semplificare il percorso deviando per Castel Viscardo, ove non
mancheremo di visitare il Pinaro per ammirare la Valle del Paglia e gli immensi boschi della Selva
di Meana presenti sul lato opposto, oltre ai musei ed al Castello dei Duchi di Montevecchio, noto
anche come Castello della Madonna. La variante abbrevia la lunghezza del percorso di circa 5 km
ed è meno impegnativa rispetto a quello principale che transita per il Pod. San Rufino.
Il parcheggio di Piazza della Pace è punto di partenza per numerosi altri itinerari