Nelle terre dei Faina

ITINERARI

Nelle terre dei Faina

Ospedaletto, Palazzo Bovarino, Villa Spante e le pinete del Peglia

Percorso ad anello di 37,5 km, attestato principalmente su strade bianche nelle terre che furono dei Faina, con partenza e arrivo presso il parcheggio della piscina comunale di San Venanzo. Si raggiungono le località di Ospedaletto, Palazzo Bovarino, Borgo Spante e, al ritorno, il Poggio delle Civitelle.

Si parte dal piazzale antistante la piscina comunale all’aperto di San Venanzo (quota m 477), dotata di ampio parcheggio e si imbocca la SS 317 in direzione di San Venanzo, dopo circa 900 m si lascia la statale imboccando sulla destra la strada comunale dei Poggi, asfaltata solo per il primo km, che viene percorsa per circa km 5,3. Siamo in prossimità del Pod. Valiano, ove il percorso lascia la strada principale per imboccare a sinistra la strada in discesa, oramai non più transitabile dagli autoveicoli, che conduce al laghetto dei Poggi (quota m 373), già meta in passato dei pescasportivi. Si prosegue su pista forestale a tratti ripida e con fondo irregolare superando il secondo bivio per Valiano (km 9 quota m 550). Il tratto appena descritto che collega il laghetto è piuttosto impegnativo e può essere evitato proseguendo lungo la strada principale che attraversa il Pod. Valiano, per poi ricongiungersi al percorso principale (2^ bivio per Valiano) dopo 2,5 km.
Siamo nel cuore delle foreste demaniali della Regione Umbria in gestione all’Agenzia Forestale Regionale, che ci accompagneranno per oltre 5 km lungo il prosieguo del percorso sino a Ospedaletto, frazione di San Venanzo (km 14,4, quota 725). Dal piccolo centro abitato, dopo poche centinaia di metri sulla SS 317, si gira a destra scendendo decisamente verso Palazzo Bovarino (km 18,4 e quota m 547; prima ancora, al km 17,6, nei pressi di un casolare parzialmente diruto in loc. Picchio Rosso, attenzione ai cani da pastore, ben segnalati!) e da qui a Borgo Spante (km 23,7, quota m 580), entrambe località di rilevante interesse storico culturale, collegate da strade bianche comunali ben mantenute, anche se caratterizzate da marcati dislivelli. Si risale quindi a Ospedaletto sulla SS 317 (km 26,4 a quota 748, la più elevata del percorso), per pedalare in direzione di San Venanzo per circa 4 km semipianeggianti e immersi nelle pinete impiantate dai prigionieri austro-ungarici durante la prima guerra mondiale; si attraversa il centro abitato, si lascia sulla destra prima il bivio per Ripalvella, poi le zone residenziali di Poggio Spaccato (qui è previsto un breve bypass della statale), quindi si supera a sinistra il bivio per Parrano. Dopo una serie di curve che indicano l’inizio della discesa, al km 30,6 (quota 700 circa), si lascia la statale deviando a sinistra su strada/pista attestata sulla antica Via Orvietana, che percorre un crinale caratterizzato dalla presenza di un castelliere di rilevante interesse archeologico in loc. Poggio delle Civitelle.
Si prosegue su pista semipianeggiante costeggiando sulla destra una pineta di pino nero, per poi penetrarvi scendendo rapidamente verso la strada provinciale Pornellese in prossimità dell’innesto con la SS 317, denominato localmente Bivio del Moro. Si lambisce un locale per la ristorazione, entrando in una cipresseta che consente di evitare il transito sulla statale, alla fine della quale si gira a sinistra imboccando una strada bianca che collega una serie di poderi del demanio regionale. Dopo circa 4 km, i primi due dei quali in marcata discesa, e dopo aver attraversato un’azienda agrituristica (attenzione ai cani da guardia del bestiame) in loc. Olivastrella, si riemerge dalle zone boscate sulla SS 317 al km 36,7 (quota m 490). Si prosegue in direzione di San Venanzo in leggera discesa giungendo al punto di partenza (km 37,5) dopo aver lasciato sulla sinistra ancora una vecchia pineta di pino nero.

 

Il castelliere di Poggio delle Civitelle
Il sito archeologico del Poggio delle Civitelle è situato su una altura lungo la Via Orvietana, un’antica strada di collegamento con Perugia, i cui percorsi ed “Osterie” sono ancora chiaramente riscontrabili sulle carte topografiche. È privo di vegetazione arborea e, pur non raggiungendo quote molto elevate (m 722), gode di una eccezionale vista panoramica ad ampio raggio che merita una breve sosta. Il sito è caratterizzato da cerchi concentrici di pietre ancora ben visibili ed è stato oggetto di una campagna di scavi nei primi anni del 2000 che hanno portato alla luce numerosi reperti costituiti da frammenti anche di notevoli dimensioni.