Necropoli del vallone San Lorenzo

STORIA E CULTURA

Montecchio /

Necropoli del vallone San Lorenzo

Testimonianze dell’epoca preromana

Necropoli del vallone San Lorenzo

Metà marzo a Luglio, Agosto e Settembre: si effettuano visite guidate alla necropoli con partenza alle ore 10.30 e 17.00 dall’Antiquarium comunale di Tenaglie

Ottobre a metà gennaio: si effettuano visite guidate alla necropoli con partenza alle ore 11.00 e 15.30 dall’Antiquarium comunale di Tenaglie

Per informazioni: 3490642786

Situata tra Montecchio e Baschi, la necropoli si trova orientata verso il torrente San Lorenzo e rappresenta una delle più vaste necropoli preromane scoperte in Umbria, che testimonia l’esistenza di un fiorente centro, ancora non individuato, nelle immediate vicinanze del Tevere.

In antichità il territorio di Montecchio era infatti occupato da una popolazione di origine italica, che proprio qui doveva avere il suo insediamento abitativo, come testimoniato dalla presenza di un’importante necropoli. La scoperta della Necropoli avvenne ad opera dell’archeologo bagnorese Domenico Golini alla metà del’800.La Necropoli del Vallone San Lorenzo si presenta di notevole livello e pregio, le tombe si allineano in fitta successione e su diversi livelli che testimoniano una popolazione di vaste dimensioni e un diffuso benessere. Le sepolture sono tutte a camera, scavate nel “matile”, roccia sedimentaria di tipo fluviale, in genere costituite da un dromos (corridoio) a cielo aperto, al quale segue l’ambiente funerario vero e proprio quadrangolare, con banchina funebre perimetrale e corredi. La chiusura delle tombe è realizzata mediante enormi blocchi di travertino.

L’area in cui si trova la Necropoli rappresenta senza dubbio un notevole valore ambientale e naturalistico che si somma all’interesse archeologico, dando alla zona una straordinaria suggestione. I defunti venivano deposti sulle banchine senza l’uso di casse. Le banchine laterali erano destinate alla deposizione dei corpi e nella banchina al centro era posto il corredo funerario. I defunti venivano posti supini con la testa verso il fondo, l’uso prolungato delle strutture ha fatto si che i corpi venissero sovrapposti o che i resti venissero ammucchiati ai margini delle banchine. Gli uomini erano nudi con a fianco una lancia, le donne indossavano una lunga tunica fermata da fibule in ferro e chiome acconciate con spiraline d’oro e di argento. Il corredo era composto da servizi di piatti, ciotole, vasi, coltelli e oggetti di uso comune che gli erano stati accanto nella vita terrena.

La tipologia più frequente di oggetti nei corredi presenti è: Doli, Oinochoe, kylix e kylikes tutti oggetti che servivano per servire bevande e bere, il corredo serviva per il banchetto funebre del defunto e la vita dopo la morte. I corredi funerari sono visibili oggi presso l’ Antiquarium comunale nella vicina frazione di Tenaglie.