Una vista spettacolare, i paesaggi intorno alla Rupe

PROPOSTE DI VIAGGIO

Una vista spettacolare, i paesaggi intorno alla Rupe

Il pianoro di Orvieto, noto come “la Rupe”, è il risultato dei processi evolutivi del sistema vulcanico “Vulsino”, la cui testimonianza più evidente risiede nella caldera del lago di Bolsena. Nelle fasi eruttive più violente vennero espulsi, a decine di chilometri di distanza, materiali eterogenei successivamente modellati da fenomeni erosivi che hanno, insieme all’intervento dell’uomo, disegnato il territorio orvietano così come oggi si presenta ai nostri occhi.

Il ricco alternarsi dei paesaggi attorno alla rupe è possibile ammirarlo salendo sulla sommità della Torre del Moro. Qui gli occhi hanno la possibilità di apprezzare il centro storico di orvieto e la mole del Duomo così come le viste panoramiche sui quattro punti cardinali.

A nord si trova la Valle del Paglia che sulla sinistra idrografica presenta colline argillose caratterizzata da vigneti e processi di erosione clanchiva. Verso est c’è la catena pre-appenninica dei Monti Amerini cui appartiene la cima più alta dell’area orvietana. Il Monte Croce di Serra con i suoi 994 metri. Guardando a sud si staccano dall’ampia piana pareti di roccia basaltica alte decine di metri e infine, rivolgendosi verso ovest, lo sguardo spazi sulle colline boscate, dalle quali emergono piccoli pianori di rocce tufacee occupati da caratteristici borghi come Rocca Ripesena e Sugano.

Prospettive di grande suggestione sono quelle apprezzabili dalla Fortezza dell’Albornoz, dalla chiesa di San Giovenale e dal giardino al lato del Duomo.

L’affaccio dalle possenti mura della Fortezza Albornoz che oggi ospita i giardini pubblici comprende tutta la piana del fiume Paglia in epoca moderna interessata dal passaggio di importanti vie di comunicazione ed aree artigianali e produttive. In prossimità della fortezza sono i ruderi di Porta Soliana, al tempo baluardo del sistema difensivo della Rupe.

In posizione opposta alla fortezza, a ovest della rupe, si trova il quartiere di San Giovenale, il più antico della città di Orvieto, che prende il nome dalla presenza dell’omonima chiesa dalla forme romaniche. In prossimità si trovano i terrazzamenti naturali una volta adibiti a orti, oggi eletti Luogo del Cuore Fai, e un’incantevole piazzetta dalla quale si diparte una strada che costeggia il bordo della rupe e che offre tra le mura merlate, una vista spettacolare di verdi colline, boschi, casali d’epoca, viali alberati e antiche vie di comunicazione.

La rupe, a sud, in prossimità dell’ingresso del Parco delle grotte, regala la vista dell’Abbazia dei Santi Severo e Martirio con il singolare ed elegante campanile dodecagonale merlato edificato per volere di Matilde di Canossa nel 1003. Il complesso monastico, appartenuto all’ordine benedettino, oggi è un complesso privato.

 

Riassume tutti i più bei punti di vista del paesaggio intorno a Orvieto, l’Anello della Rupe, il primo itinerario di visita del Parco archeologico ambientale orvietano (Paao), un progetto di ampio respiro geografico che comprende i comuni del comprensorio con i loro piccoli e grandi tesori. Il percorso escursionistico “a mezz’aria” di trekking urbano permette di toccare con mano la consistenza del masso tuffato e offre molteplici visuali panoramiche in direzione di tutti i punti cardinali.

Accessibile da questo percorso è la Grotta dei tronchi fossili. La cavità, seppur artificiale, è di notevole interesse in quanto presenta resti di alberi e di vegetazione risalenti a 350mila anni fa successivamente ricoperti da materiali vulcanici provenienti dalle eruzioni del sistema vulcanico Vulsino di circa 320mila anni fa. Le eruzioni li hanno inglobati senza distruggerli completamente e di alcuni è possibile notare perfino gli anelli di accrescimento.